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“La prima macchina ultraintelligente sarà l’ultima invenzione
che l’uomo avrà la necessità di fare.”

(I. J. Good, matematico, crittologo)

L’Intelligenza Artificiale (dal termine inglese “Artificial Intelligence”, AI) è l’inter-disciplina che raccoglie matematica, statistica, informatica e ingegneria al fine di sviluppare macchine intelligenti.
Può essere di due tipi: l’intelligenza artificiale simulativa (“debole”) e l’intelligenza artificiale propria (“forte”).

L’intelligenza artificiale debole è quella che vediamo ogni giorno

Un dispositivo che possiede un’intelligenza artificiale simulativa cerca di approssimare il funzionamento del cervello umano tramite l’applicazione di modelli matematici che emulano il modo in cui una persona ragiona. L’intelligenza artificiale simulativa permette alla macchina intelligente di interagire con l’ambiente in cui si trova, percependo gli stimoli esterni e reagendo a essi per raggiungere un obiettivo specifico. Anche quella di cui si sente tipicamente parlare sui media è di tipo simulativo, e al giorno d’oggi si può trovare un po’ dappertutto: dai robot presenti nelle fabbriche ai siti di e-commerce, ma anche negli elettrodomestici casalinghi che utilizziamo ogni giorno e nelle automobili che usiamo per spostarci.

L’intelligenza artificiale forte è fantascienza (al momento)

Gli studi in merito all’intelligenza artificiale propria hanno invece come obiettivo la creazione di una macchina che sia veramente intelligente: una macchina dotata di intelligenza artificiale propria sarebbe infatti capace di ragionare in modo autonomo non solo in risposta a stimoli esterni e quindi indistinguibile da una persona reale, oltre a non essere sottoposta alle limitazioni biofisiche a cui ogni persona è soggetta. Lo sviluppo di un’intelligenza artificiale forte costituirebbe una singolarità tecnologica che segnerebbe un punto di svolta epocale non solo per la scienza, ma per l’umanità stessa.

Capiamo meglio le differenze

Per capire meglio la differenza tra una macchina con una intelligenza artificiale simulativa e una con un’intelligenza artificiale propria possiamo prendere in considerazione uno qualunque dei più famosi assistenti vocali: questo è un esempio di macchina con intelligenza artificiale di tipo simulativo. Esso infatti è capace di rispondere alle domande che poniamo, di riprodurre la musica che chiediamo e anche di fare battute a richiesta.
L’ “intelligenza” di questi dispositivi è basata sull’applicazione di modelli matematici a un insieme finito (seppur molto grande) di dati: tali modelli matematici definiscono la risposta più appropriata che essi devono fornire a una nostra richiesta.

Cosa succederebbe, invece, se invece l’assistente vocale fosse fornita di un’intelligenza artificiale propria?
Non baserebbe le proprie risposte su dei modelli matematici, ma su un ragionamento personale. Una macchina con una “vera” intelligenza artificiale sarebbe in effetti dotata di una vera e propria coscienza che la renderebbe addirittura capace di sviluppare una propria personalità.
Se fosse così gli assistenti vocali non si limiterebbero ad applicare un modello matematico a quanto “sentito”, ma sarebbe invece capace di capire il significato intrinseco delle parole riferitele e di rispondere in base al proprio carattere e alla propria etica personale.

Conclusioni

In questo post abbiamo dato una definizione di Intelligenza Artificiale, cercando di fare un po’ di chiarezza su questo termine, soggetto a molta attenzione negli ultimi anni. Nel prossimo post di questo blog faremo invece un “passo indietro”, raccontando in breve la storia dell’AI dagli albori ai giorni nostri.

 

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